Sport e Motori
Il ritorno di Dovizioso
Nella MotoGP scarseggiano i nuovi talenti
Pubblicato il 02.09.2021 09:52
by Giada Milanese
L'addio alle corse di Valentino Rossi oltre a stendere un velo di malinconia sul mondo delle corse, ha acceso ancora di più la curiosità verso il team MotoGP che sta mettendo in piedi la VR46 e ha creato una moltitudine di illazioni attorno alla Yamaha. Il caso Vinales scoppiato dopo il primo Gran Premio d'Austria ha messo gran benzina sul fuoco, lasciando la casa motociclistica giapponese in una situazione di penuria di piloti mai vista prima d'ora. Grandi punti di domanda si sono susseguiti nei giorni successivi all'eclatante annuncio del licenziamento immediato del
pilota iberico e quindi all'inevitabile passaggio alla moto ufficiale per Franco Morbidelli attualmente ancora a riposo a causa delle conseguenze di un brutto infortunio al ginocchio. Il team Petronas rimane senza un pilota, dato che l'italiano ha ottenuto la promozione immediata e già ad Aragon sarà a cavallo della moto ufficiale. C'è stato un gran parlare di chi l'avrebbe sostituito, non escludendo la possibilità di mantenere Cal Crutchlow nel doppio ruolo di collaudatore e pilota in pista, si è fatto anche qualche nome di piloti della Moto2. Nel vociare caotico sono spuntati anche piloti della Superbike, ma nulla è andato a buon fine, forse, la verità è che il “giovane talento” già si è accasato sia per questa stagione che per la prossima. Infine, è di pochi giorni la notizia inaspettata del ritorno di Andrea Dovizioso in pista proprio al fianco di Valentino Rossi nel team satellite della Yamaka, un ripescaggio di grande livello senza dubbio, ma trattasi di una chiamata fatta ad un pilota non proprio di primo pelo. Dopo il rientro scoppiettante di Dani Pedrosa come wildcar al Gran Premio di Stiria, ecco un altro ritorno di un pilota della generazione prima, quella della poca elettronica, dei sorpassi oculati, della guida curata e perfezionista. Non ci resta che sederci e goderci lo spettacolo, lo scontro generazionale che si prende a sportellate, l'esperienza contro la fame di arrivare là davanti a tutti, con nel mezzo Marc Marquez che appartiene ancora ad una stirpe diversa, quella dei fenomeni, ma che fatica a ricordarlo a tutti e forse anche a se stesso.