LA SCIMITARRA
Il vil denaro e l’arroganza di Conte, Riat “teppista” del ghiaccio
Il tecnico dell’Inter ha ormai raggiunto livelli di prepotenza come mai nessuno nel calcio moderno, Riva potrebbe restare fuori a lungo
Pubblicato il 11.01.2021 11:19
by Mauro Antonini
La “nebbia” di Mark Arcobello
Mark Arcobello è probabilmente l’acquisto più azzeccato del Lugano dal 2006 ad oggi, dall’anno dell’ultimo (lontanissimo) titolo. A Berna lo rimpiangono in molti. Giocatore intelligente, leader del gruppo, l’americano anche quando non è al top riesce sempre a fare qualcosa. Recentemente, tuttavia, sembra entrato in una sorta di “nebbia” hockeistica: da Natale ad oggi non è più riuscito a segnare una sola rete (da ben tredici partite non timbra il cartellino) e anche dal punto di vista del rendimento ha avuto un evidente calo. Sono forse le “scorie” della quarantena? È stanco per aver tirato la carretta da ottobre a dicembre? Difficile dirlo: di sicuro Mark non è soddisfatto delle sue ultime prestazioni. Per il Lugano, va detto, è imprescindibile: soltanto con il casco-giallo in forma potrà ambire ad un finale di stagione da protagonista.
Pene esemplari per i cattivi
La carica di Damien Riat ai danni di Elia Riva nel match Ginevra-Lugano di venerdì scorso rischia di costare caro al difensore bianconero. Stando alle parole del direttore sportivo Hnat Domenichelli potrebbe restare fuori a lungo (parlare di stagione finita non è fuori luogo). Il ginevrino, scontata la squalifica, tornerà dal canto suo a giocare, come se nulla fosse accaduto. Uno scandalo! E allora ci chiediamo: non sarebbe ora di applicare nei confronti di questi “teppisti” del ghiaccio squalifiche pari ai mesi di assenza delle loro vittime? Se n’era già parlato più volte in passato ma nulla è stato fatto: in Svizzera sembra prevalere il buonismo. Intanto però qualche giocatore colpito dalla proditorietà e dalla violenza di certe “entrate” è stato segnato per sempre o ha dovuto abbandonare la carriera.
L’arroganza di Mister 12 milioni
Il tecnico dell’Inter Antonio Conte ha ormai raggiunto livelli di arroganza e prepotenza come mai nessuno nel calcio moderno. Se la sua squadra perde è colpa dell’arbitro, della sfortuna o dei mancati arrivi. Quando qualcuno gli dice che l’Inter non può accontentarsi di un secondo posto, lui stizzito risponde che i nerazzurri sono tornati ai vertici dopo tanti anni. Se poi il gioco latita (unico schema: lancio lungo in verticale di Bastoni per Lukaku) e qualcuno glielo fa notare, si imbestialisce. L’hanno capito tutti che Conte all’Inter sta male. Ma andarsene non può e non vuole. Prende 12 milioni di euro l’anno (quasi 10 in più del secondo allenatore di Serie A più pagato) e a quei soldi non ci rinuncia di sicuro. E siccome i cinesi non possono più permettersi di buttare soldi dalla finestra, ecco che la strana coppia andrà avanti ancora a braccetto. Sopportandosi in nome del vil denaro.
Una squadretta umilia Bielsa
Notizia clamorosa da Albione: una squadretta di Quarta Divisione (la nostra Seconda Lega) ha eliminato dalla Coppa d’Inghilterra nientemeno che il Leeds United di Marcelo Bielsa con un perentorio 3-0. Davide stende Golia, i poveri fanno piangere i ricchi, viva il festival della retorica: ce n’è per tutti i gusti. Ma forse il primo a congratularsi con i vincitori è stato proprio il guru argentino, molto legato a certi valori dello sport. Per altro i dirigenti della squadra non l’avranno presa bene: uscire per mano del Crawley Town è un’onta difficile da lavare!