L'indizio
Continuo a vedere il bicchiere mezzo pieno
Nonostante la brutta sconfitta con lo Zugo e le difficoltà degli stranieri, l'Ambrì può centrare l'obiettivo
Pubblicato il 29.11.2021 09:52
di Brenno Canevascini
Sono molte le domande che si pongono i tifosi dell’Ambrì dopo la partita di sabato persa in maniera rocambolesca contro lo Zugo. Difficile digerire una sconfitta dopo un vantaggio di quattro reti, anche se l’avversario resta oggettivamente forte.
Cos’è successo ai leventinesi sul 4-0? Paura o incapacità di vincere?
L’impressione è che una volta acquisito l’ampio margine, la squadra abbia pensato più a non perdere che a vincere. Si è così cambiata la tattica che si era vista a inizio partita, si è giocato in maniera più conservativa e si è favorito l’assalto dello Zugo, che ormai non aveva più nulla da perdere.
Si è parlato tanto anche delle scelte dei due allenatori: quello dello Zugo (Tangnes), una volta sotto nel punteggio, è passato alle tre linee, spremendo di fatto i suoi migliori giocatori. Si vede che non voleva proprio perdere contro l’Ambrì. Cereda invece è rimasto fedele alla sua impostazione iniziale, che prevede l’utilizzo delle quattro linee e credo che il coach abbia fatto bene. Per almeno due motivi: il primo è il fitto calendario che attende la sua squadra nei prossimi giorni e il secondo è la condizione, non ancora al top, di alcuni elementi. Spremerli adesso non avrebbe avuto senso.
In questa analisi non può ovviamente essere trascurata l’assenza di Fora, un vero ministro della difesa: senza di lui l’Ambrì perde tantissimo, sia a livello di gioco che di leadership.
Infine, spiace farlo ma è inevitabile, bisogna tirar fuori ancora una volta il discorso legato agli stranieri. Le cifre purtroppo sono impietose: 11 reti sulle 64 realizzate, 32 assist su 177.
E aggiungiamo: Regin -8, Kozun -7, Hietanen -5 mentre un po’ meglio D’Agostini con -1 e McMillan con +2. Cifre che danno la dimensione, in maniera nuda e cruda, dell’apporto degli stranieri in campionato, ma è anche vero, come ha già spiegato Cereda, che questi giocatori stanno attraversando un difficile momento a livello fisico.
A questo punto, il bicchiere è comunque mezzo pieno o mezzo vuoto? Voglio continuare a pensare che sia mezzo pieno, anche perché va data fiducia allo spirito di squadra, che non è mai mancato e sono sicuro che appena gli stranieri potranno riprendere un livello consono alle aspettative del loro ingaggio, i risultati saranno più continui e le prestazioni più convincenti.
L’obiettivo è quello dei pre-playoff, che resta senza dubbio alla portata dei biancoblù.