TENNIS
La nonna e Gesù
Il caso Djokovic visto dal letto di ospedale della nonna
Pubblicato il 14.01.2022 11:20
di Giorgio Genetelli
 
La nonna è alla Carità con problemi al cuore dovuti all’età. Ha novant’anni. Non possono andare a farle visita i figli, vaccinati e con il pass valido. Pure lei ha già ottenuto la terza iniezione. Ma non si può. Neanche inventando bugie fantasiose. Il solo contatto è il telefonino. A 16mila chilometri di distanza c’è un altro caso umano che contrariamente alla nonna mette in movimento tutti i mezzi di comunicazione disponibili. Il martire è un tizio che gioca a tennis, al quale le autorità non vogliono concedere l’ingresso in Australia a causa di documenti vaccinali ogni tanto falsi e inesistenti. Il tizio non è vaccinato e a quanto pare ha girato e festeggiato senza patemi per allenarsi di straforo. Ma gli australiani, che sfoggiano la tradizione di un torneo importante, gli stanno dicendo di no, di qui non si passa. La mamma e il papà del tizio indicono conferenze per spiegare che il figliolo è un martire della libertà, o almeno un Gesù.
La nonna, che è credente, dallo schermo del televisorino appeso al soffitto della sua stanza ha appreso del ritorno del messia ed è tutta contenta e ne sostiene la causa. Vorrebbe che almeno non lo inchiodino di nuovo a una croce e ha preparato una letterina per il Pilato d’Australia, che per favore stavolta non se ne lavi le mani e permetta al martire di entrare e giocare in nome dell’umanità, magari moltiplicando palline e racchette per i poveri. E spera che possa entrare nel tempio e rovesciare i tavolini della giuria farisaica.
I figli hanno detto alla nonna, sempre per telefono, che è una buona causa e che almeno così si distrae dalla solitudine e dai dolori. Sono d’accordo anche i dottori, con la terapia per la nonna s’intende. Con le disavventure del martire un po’ meno, per via della solita contrapposizione tra scienza e religione.
Comunque, per appianare le rispettive vertenze e vincere le loro battaglie di solitudine, hanno messo sul piatto i loro averi: la nonna la rendita AVS e quella di vedovanza, il martire i trenta denari che gli sono avanzati dopo aver pagato gli avvocati.
Se non ci fossero la solidarietà e l’altruismo sarebbe proprio un mondo ingiusto, ha detto la nonna. Il martire non si sa.