LA SCIMITARRA
Ringhio Gattuso, una mosca bianca
Zangger e Haussener erroneamente dimenticati a Biasca, cinquemila tifosi del Palmeiras senza mascherina
Pubblicato il 01.02.2021 09:19
by Mauro Antonini
Palmeiras, l’esempio vien dall’alto
Nuovo record di contagi in Brasile (28 mila nella giornata di ieri): il paese sudamericano consolida la seconda posizione al mondo dietro agli Stati Uniti. Eppure... Eppure c’è gente (o gentaglia, fate voi) che pare non preoccuparsi minimamente di quanto sta succedendo. Fra questi ci sono gli oltre cinquemila tifosi del Palmeiras che sabato notte sono scesi in piazza a Sao Paulo a festeggiare il trionfo della loro squadra in Copa Libertadores (1-0 al Santos). Le immagini che riprendevano persone esultare senza mascherina e senza rispettare le misure del distanziamento sociale hanno fatto il giro del mondo. Da notare che lo stato di Sao Paulo è quello più pesantemente colpito dal Covid-19 sul territorio nazionale. Uno spettacolo triste ma che non stupisce: in Brasile si fatica ad accettare l’idea secondo la quale bisogna fare sacrifici per uscire dalla crisi o quanto meno attenuarne le conseguenze. Se poi il cattivo esempio viene dall’alto (vedi presidente Bolsonaro), beh, allora non ci si deve meravigliare troppo. Allo sbando.
HCL, la rivolta dei peones
Per diversi secoli in Sudamerica e in America Centrale si usò il sostantivo peones per definire i meticci, gli indiani o i diseredati. Il grande Gianni Brera lo introdusse nel gergo sportivo per indicare quei calciatori scarsamente considerati ma che danno alla squadra un contributo essenziale grazie alla loro attitudine generosa. Ecco: vedendo all’opera Zangger e Haussener nelle ultime partite ci è venuto in mente questa similitudine. Due giocatori che sono stati erroneamente dimenticati a Biasca e che grazie all’impegno e all’attaccamento alla maglia hanno saputo dare impulsi importanti ad un Lugano che soffriva terribilmente dal punto di vista caratteriale. L’averli richiamati dalla Riviera ha sconfessato, in un certo senso, una scelta fatta dallo staff tecnico e dal direttore sportivo la scorsa estate. “Devo ammetterlo: ad inizio stagione ci son rimasto parecchio male quando ho ricevuto questa comunicazione dal club” ha detto Zangger che, ricordiamolo, con Kapanen giocò diverse partite in prima linea. Di lui e Haussener, il Lugano avrà ancora bisogno: grinta, cuore e intensità sono valori da cui non si può prescindere. Veri peones!
Rino Gattuso, uno di noi
Il giudizio tecnico sull’allenatore lo dirà la storia. Ma sull’uomo e sul professionista crediamo non ci siano dubbi: in un calcio in cui tutto è permesso e tollerato, anche gli insulti razzisti e le botte fra big, Rino Gattuso, detto Ringhio, è una mosca bianca. Allenatore coerente, se possibile retto e refrattario ai malvezzi del football moderno, in questi giorni deve difendersi dagli attacchi dei social e pure del suo presidente De Laurentiis, per i quali il Napoli dovrebbe stare là davanti a lottare per lo scudetto. A parte il fatto che i partenopei non sono lontanissimi dalle prime posizioni e devono ancora recuperare una partita, l’atteggiamento del produttore cinematografico lascia pensosi: è probabile che dietro alle sue sparate ci sia una strategia ben precisa: far fuori Gattuso per dare spazio ad Allegri. Il campione del mondo ha capito l’antifona ed ha già avvisato che non si aggrapperà a questioni contrattuali. “Non resto dove non mi vogliono. I soldi non mi interessano. Alleno per passione”. Leggenda.