Calcio
La Coppa è un sogno
È una manifestazione magica, il suo fascino è intramontabile
Pubblicato il 14.05.2022 06:54
di Angelo Lungo
Il campionato è come un film che dura due tempi. Un percorso lungo e logorante. Lo vince chi è continuo. Si possono commettere anche errori, il torneo consente di recuperare. Si afferma il più forte, colui che sa resistere. Il gusto del successo lo si assapora lentamente, cresce e poi si ha l'apoteosi con la celebrazione del titolo. Compendia sforzi e suggella una programmazione. Il copione del finale è certo, non ci sono soverchie sorprese. Si affermano sempre gli stessi, i pronostici sono rispettati. È l'estensione del dominio della norma.
La coppa è come un cortometraggio. Una scommessa tra lo zero e l'infinito. Una composizione breve. Parte in sordina. Ma poi è tutto un crescendo come in una sinfonia di Rossini. Non ammette sbagli. Le partite sono secche, non è proposto un domani. Ora, qui, adesso, l'occasione va subito colta, bisogna afferrarla, non si può esitare. È una manifestazione dove è consentito anche improvvisare. È il probabile che si trasforma in possibile. Si può diventare protagonisti anche senza avere i favori dalla propria parte. La finale ne è l'emblema: una partita che finisce e assegna subito il trofeo. Si ha a disposizione un solo risultato: la vittoria. Si deve andare oltre la tattica, si sa che a un certo punto gli schemi diventano un orpello. Serve lo slancio, serve domare il parossismo, serve andare oltre il normale. Per un calciatore segna la carriera. È l'opportunità, unica e forse irripetibile, di entrare nella storia. Essere ricordati per sempre. Salire sul palco per la premiazione. Correre per il campo con il trofeo.
José Mourinho, a proposito della Champions, spiegò: “Vogliamo inseguire un sogno, è vero, ma una cosa è inseguire un sogno ed un'altra cosa è inseguire un'ossessione e questa non è un'ossessione, è solamente un sogno”.
E poi c'è il tifoso. Chi muore e risorge. Chi cade e si rialza. Chi vive di impulsi e istinti. Si arma di sofferenza e spera di gioire. Fatica a respirare. Sospira, impreca e spera. È presente ed è assente. E aspetta: può essere polvere o altare.
È il Calcio, bellezza! Il Calcio. E nessuno ci può fare niente. Niente!