FORMULA 1
L'estate ha capovolto le gerarchie
Vince ancora Verstappen: le Ferrari sono in difficoltà. Prossimo appuntamento a Monza!
Pubblicato il 05.09.2022 10:30
di Sivano Pulga
Nel tennis, con un modo di dire che non ci piace molto, quando uno dei contendenti è nettamente migliore dell’avversario si usa l’aggettivo “ingiocabile”, che è, appunto, così brutto che ce lo rifiuta anche il correttore ortografico. Nell’automobilismo, i concorrenti sono tanti: eppure, l’aggettivo che ci veniva in mente, ieri pomeriggio, mentre davanti a noi scorrevano le immagini di Max Verstappen provenienti da Zandvoort, in Olanda, era proprio quello di cui sopra. Con buona pace dei solerti programmi di videoscrittura.
Il fine settimana casalingo era partito bene per il campione del mondo in carica, all’allungo decisivo (quarta vittoria consecutiva, che fanno 109 punti di vantaggio sulla coppia formata dal compagno di squadra Sergio Pérez e sul ferrarista Charles Leclerc): pole position (seppure per soli 21 millesimi di secondo) sulla Ferrari del monegasco, per la gioia dei numerosi tifosi accorsi all’autodromo di casa. A dimostrazione della grande forma del campione del mondo il fatto che il messicano compagno di squadra si è trovato solo quinto sulla griglia di partenza, preceduto dalle 2 Rosse e dall’ex campione del mondo Lewis Hamilton.
La gara della domenica è stato il trionfo del leader del Mondiale piloti, che ha confermato quanto già visto domenica scorsa in Belgio. Dopo la tradizionale sosta estiva, infatti, il divario tecnico tra Red Bull e Ferrari sembra essersi capovolto a favore degli austriaci. Ieri, infatti, l'olandese, dopo una bella partenza, dove ha saputo rintuzzare gli attacchi degli avversari, ha corso praticamente da solo. Unica emozione, l’ingresso della safety car a 15 giri dal termine, che ha ridotto i vantaggi ma che non ha cambiato le cose in testa alla corsa. E ora, a 7 gare dal termine, diventa semplicemente una questione matematica.
Charles Leclerc, in prima fila di fianco al rivale olandese, ha vissuto un’altra giornata di sofferenza, dovendo inchinarsi anche al britannico George Russell su Mercedes, che ha così potuto festeggiare il suo miglior piazzamento in stagione sinora. Più complicata la gara di Carlos Sainz: il figlio d’arte, già penalizzato per un errore del team durante un cambio pneumatici, ha pagato nel finale una manovra scorretta ai danni di Sergio Pérez, che ha mandato a sportellate sul ghiaino a lato pista: 5’’ secondi di penalizzazione che gli sono costati, visto che la safety car era appena uscita, 3 posizioni. Lo spagnolo è infatti stato retrocesso dal 5° all’8° posto: un errore di gioventù, ma evitabile.
Per Mattia Binotto, ai microfoni di Sky Sport, le consuete parole d’insoddisfazione che i tifosi ferraristi speravano di non dover più ascoltare, soprattutto dopo l’esito delle prove, che avevano visto le rosse rispettivamente al secondo e terzo posto sulla griglia di partenza. In vista di Monza, un 3° e un 8° posto (seppure nelle circostanze che illustravamo sopra) non possono essere considerati un risultato soddisfacente.
"Oggi non siamo soddisfatti. Ci è mancato il ritmo, non eravamo veloci, ed è una circostanza che si verifica già da qualche gara. La cosa ci fa preoccupare, e su questo dobbiamo concentrarci. Logico che quando mancano ritmo e velocità ci si innervosisca tutti, in particolare i piloti. Il problema con Sainz? Lo abbiamo richiamato quando era all’ultima curva, volevamo reagire alla mossa di Hamilton, ma in questo modo non abbiamo dato abbastanza tempo ai  meccanici. Le Mercedes andavano molto forte con le gomme dure, noi cercheremo di imparare da queste esperienze. Comunque, al di là delle strategie, la macchina oggi era troppo lenta.”  
Certo: Max Verstappen è stato anche aiutato dalla buona sorte. L’ingresso della Virtual Safety Car ha di fatto per lui neutralizzato gli effetti del secondo pit stop, consentendogli di non perdere la testa della gara. Ma, come dicevano i nostri vecchi, la mela non cade lontano dall’albero, e qua ha fatto molto l’elasticità delle strategie che è invece mancata sul muretto degli avversari. Al contrario, Charles Leclerc è stato invece penalizzato dall’ingresso della Virtual Safety Car. Tuttavia, come detto da Mattia Binotto, George Russel e la sua Mercedes avevano un passo migliore, e probabilmente il monegasco avrebbe comunque dovuto cedere la piazza d’onore la britannico in ogni caso.  A fine gara il monegasco, laconicamente, ha ammesso che la Red Bull, in questo momento, va più forte, alzando di fatto la bandiera bianca.
Che dire? La mancanza di soddisfazioni di questi ultimi anni (lustri, diciamo) ha fatto sì che le aspettative dei tifosi si siano alzate tantissimo, dopo i successi d’inizio stagione. C’è una generazione, del resto, che sta crescendo senza aver mai visto la Ferrari vincere un mondiale piloti. Non che non fosse mai accaduto prima (ricordiamo un intervallo di 11 anni, tra le vittorie di John Surtees e Niki Lauda, e addirittura due decenni tra quella di Jody Scheckter e l’inizio dell’era Schumacher): però, non è certo un bel vedere. Probabilmente, la metà sta nel mezzo, come direbbero i nostri saggi anziani: bisogna prendere ciò che c’è di buono, vale a dire la differenza di prestazione con la stagione scorsa, e guardare al 2023. Però, all’osservatore non neutrale non sfugge che questa è la terza gara consecutiva dove non si è trovato un equilibrio tra gomme e macchina, al contrario di ciò che avveniva in precedenza. Insomma, il rientro dopo la soste estiva è stato pesante, e anche la Mercedes sta diventando più competitiva, in questo finale di stagione. Senza contare che l’inverno e la macchina nuova ci saranno anche per gli altri. Insomma, non proprio il miglior viatico per Monza, nonostante il popolo ferrarista abbia come sempre risposto alla grande, visto il successo della prevendita.