CALCIO
Coppa, il sorriso del Crus dice tanto
I bianconeri vanno avanti come da pronostico ma ci sono indicazioni interessanti
Pubblicato il 19.09.2022 06:56
di Silvano Pulga
Nessuno, ovviamente, vuole parlare di impresa per la partita del Lugano ieri in quel di Berna, ci mancherebbe. Però, ogni cronista sportivo, quando arriva la Coppa, ha sempre in canna il pezzo sul fascino della competizione, con la piccola che batte la grande. Va da sé che noi (con buona pace di chi ci legge dalla Svizzera interna) il pezzo preferiamo scriverlo quando cade una grande di oltre Gottardo (o oltre Novena: non sia mai che ci dicano di essere favorevoli al Röstigraben). 
Fatta la doverosa premessa, il Lugano ha portato a casa da Berna, da dov’era rientrato alcuni giorni fa con 3 gol al passivo e diversi interrogativi, incassati a pochi isolati di distanza dallo Spitalacker, un buon risultato e, soprattutto, una bella prestazione, quest’ultima non scontata, viste le premesse. Non era facile venire a giocare qua, su un campo dalle dimensioni non comuni (più corto e più stretto) e con un fondo sintetico di passata generazione, più infido di quello del Wankdorf. Il tutto al netto di una squadra che ha mantenuto l’ossatura di quella che, lo scorso anno, aveva stupito tutti gli osservatori, disputando un grande campionato in Promotion League, come ben sanno i tifosi del Bellinzona. 
Vittoria attesa, quindi, ma ottenuta giocando bene, e in un momento dove serviva recuperare delle certezze, dopo la dura lezione contro lo Young Boys di domenica scorsa. La squadra è attesa ora da un calendario complesso, ma estremamente stimolante, e potrà farlo con la consapevolezza che alcuni elementi sono sulla strada giusta. Se si confermerà anche in campionato, Aliseda potrebbe davvero essere un’arma importante per i sottocenerini: il sudamericano ha dimostrato di avere  quella concretezza, nei 16 metri avversari, che è una caratteristica che potrebbe rivelarsi importantissima. Un altro elemento che potrebbe aver ricevuto un’iniezione di fiducia è Amoura, autore di una rete pregevole dal punto di vista balistico: e se c’è uno che aveva bisogno di morale, era proprio l’algerino.  
Tuttavia, per Aliseda vale la pena di spendere qualche parola in più. Lo scorso anno era sbarcato da Chicago per essere ricostruito, dopo aver avuto un’esperienza poco gratificante in MLS. Preoccupava soprattutto la forma fisica, perché qualche fondamentale si era visto. Lo staff bianconero, però, lo ha preso sottobraccio con la stessa attenzione che hanno gli appassionati, quando recuperano qualche mezzo d’epoca seppellito in qualche fienile delle valli, e lo sta tirando a lucido. L’argentino è di quelli che vedono la porta, anche se è giovane e deva, per prima cosa, ritrovare fiducia. Niente di meglio, quindi, che allenarsi con uno come Steffen, che sta anch’egli riprendendo confidenza con il calcio giocato, come ha dimostrato proprio con l’apertura che ha dato il via all’azione della seconda rete bianconera. Si dirà che, di fronte, c’era una squadra di categoria inferiore: ma l’azione avrebbe fatto male a qualsiasi squadra disposta col baricentro alto, che si fosse trovata a perdere palla a centrocampo. Geiger, tecnico non banale, nel suo ufficio a Ginevra, se la sarà guardata. E, ne siamo certi, andrà a rivedersela diverse volte, da qua a quando si presenterà a Cornaredo, tra due settimane.  
L’orticello cresce, insomma, con l’umiltà di non avere magari  la miglior verdura sul mercato, ma di poterne produrre di buona qualità. In una stagione che è di transizione, ci sono delle buone prospettive. E il sorriso del Crus era proprio quello di chi vede che l’insalata è pronta per il primo taglio, e che le altre verdure stanno crescendo bene, nonostante ci sia stata qualche insidia da parte del maltempo. In Coppa, il sorteggio degli ottavi è stato tutto sommato benevolo, assegnando ai bianconeri la possibilità, a novembre, di giocare in casa, anche se contro una squadra di Super League (il Winterthur, ma sarebbe stato peggio andare a giocare a Losanna, per dire, ed era solo una delle combinazioni negative possibili, visto l’esito dell’estrazione, che non prevede più teste di serie, come sappiamo). Il Lugano, insomma, c’è: speriamo ci sia anche il pubblico.