LA SCIMITARRA
Maleducazione, ignoranza, meschinità: è il calcio italiano
Lo spettacolo non esiste, il torneo di hockey è un "povero" campionato
Pubblicato il 16.02.2021 12:26
by Mauro Antonini
I tarantolati della tribuna
Maleducazione, ignoranza, meschinità: il calcio (della perfidia) italiano continua a far parlare di sé non tanto per quanto succede in campo ma per le continue e reiterate polemiche provocate nella recente sfida di Coppa Italia fra Juventus e Inter. Come noto la dirigenza “zebrata” ha preso di mira il suo ex allenatore Antonio Conte, insultato pesantemente durante la sfida ad eliminazione diretta. Di contro canto, il reprobo leccese ha risposto con il classico dito medio. Mal gliene incolse. I tarantolati della tribuna Agnelli, Paratici e Nedved, dimenticandosi dello “stile Juventus” tanto evocato, hanno assunto le sembianze di hooligan in calore: l’arroganza del potere di tristi personaggi che pensano di comandare il calcio a bacchetta e di disporre a loro piacimento. Gianni e Umberto Agnelli, stretti parenti dell’attuale presidente, si rivolterebbero nella tomba. Agnelli, Paratici e Nedved, ecco la nuova Triade bianconera. Farà danni come quella precedente (e poco gloriosa)? Impietoso Arrigo Sacchi: “Calcio specchio del paese, maleducazione imperante. Una pagina bruttissima di sport”. Come dargli torto…
Bel gioco: ma quando mai…
UItimamente i puristi del calcio tirano un po’ troppo spesso le orecchie a Maurizio Jacobacci. Il motivo? Il Lugano quarto in classifica “non gioca bene”. Cerchiamo di capirci: cosa significa giocare male oppure giocare bene? È certamente un concetto soggettivo e noi, per altro, crediamo che il bel gioco sia ormai diventato una favola per bambini. Lo spettacolo tanto bramato non lo si vede nemmeno in Champions League. Forse nel campionato carioca, dove la palla non esce mai dal rettangolo verde e la tecnica prevale sulla fisicità e la tattica. Calcio d’altri tempi? Chissà…. Restando al Lugano e alle nostre latitudini: salvo prova del contrario, non c’è una sola squadra in Svizzera che ci faccia emozionare per geometrie e qualità. Nemmeno il tanto decantato e dominatore Young Boys, compagine solida, molto fisica ma che non si risparmia i lanci lunghi. Il “bel gioco” insomma è un optional. Domenica a Cornaredo i campioni svizzeri hanno maramaldeggiato (1-3), sfruttando le loro peculiarità e gli errori bianconeri. Nient’altro. Cari puristi, bisogna adeguarsi…A proposito: abbiamo letto da qualche parte: che “stasera torna lo spettacolo della Champions League”. Ma qualcuno ci crede ancora?
Come salvare il campionato…
Il massimo campionato svizzero di hockey va avanti a singhiozzo. Squadre quarantenate, calendario impazzito. Pensate: dal 2 gennaio scorso il Lugano ha dovuto sottoporsi ad un autentico tour de force per recuperare il terreno perso a causa della pandemia. I bianconeri hanno infatti giocato ben 19 partite in 46 giorni. Una media di una ogni tre giorni. Ma non basta: il Berna e il Losanna sono gravemente in ritardo sulla tabella di marcia. Difficile pensare che riescano a completare il calendario entro inizio aprile, quando dovrebbe finire la regular season. Se lo faranno, è perché avranno sostenuto una vera e propria marcia forzata, sottoponendo i propri giocatori a ritmi infernali. Con immaginabili conseguenze sulla salute dei singoli protagonisti e naturalmente sulla regolarità di un torneo che giorno dopo giorno perde in credibilità. Si aspettano soluzioni per salvare questo “povero” campionato.