LA PERLA DEL CRIS
D'accordo il Covid ma...
L'Ambrì continua a perdere ma più che per le sconfitte dispiace per l'atteggiamento
Pubblicato il 20.02.2021 09:03
by Cristiano Perli
Rieccomi a scrivere di disco su ghiaccio dopo la pausa COVID toccata all’Ambrì-Piotta e la mia pausa… carnevale. Festeggiato al meglio il carnevale che non c’è stato, sempre nel pieno rispetto della sicurezza e delle disposizioni, mi verrebbe voglia di chiedere: “ma quando torna a giocare l’Ambrì?”. 
Scherzi a parte, quest’ultimo periodo continua a essere preoccupante. Come già detto più volte, siamo di fronte a una squadra che sembra essere la fotocopia di Dr. Jeckyll e Mr. Hyde. E non sto parlando di una metamorfosi che si palesa tra una partita e l'altro di campionato ma bensì durante la stessa partita. Tra un tempo e l'altro.
Chiara dimostrazione ne sono le sfide con Davos e Friburgo, in cui la squadra ha avuto bisogno di essere pesantemente sotto nel punteggio prima di mostrare una parvenza di reazione. Che purtroppo non è bastata.  
È vero che in questa stagione la nostra squadra del cuore ci ha abituato alle montagne russe fra partite che ti scappa un “wow” e altre che mastichi amaro. Tuttavia questo passaggio appare molto simile a una involuzione che speriamo trovi presto la sua conclusione, anche perché i recenti risultati del Berna, che sembra in crescita, mettono di nuovo a rischio la nostra partecipazione ai playoff (o preplayoff che siano). 
Come dice Cereda: “ricordiamoci sempre da dove veniamo e quale sia la nostra identità”. Il problema che al momento attuale è che non si capisce bene dove la ciurma del nostro condottiero stia andando. 
E prendendo pure per buona la giustificazione del Covid, che sicuramente sta pesando nella testa e nelle gambe dei giocatori (ricordiamo che anche i cugini ne soffrirono al loro rientro), è l’atteggiamento che deve assolutamente cambiare. 
Arriva il momento decisivo della stagione ed è quanto meno doveroso lasciare un bel ricordo (e possibilmente nei libri di storia una partecipazione ai playoff) nella nostra mitica e insostituibile Valascia, che seppur vuota, ha diritto di godersi prima della meritata pensione, un Ambrì degno della sua storia e del suo nome.