Qatar 2022
L'importanza di Messi e Ronaldo
L'argentino e il portoghese sono autentici personaggi e sono sempre al centro dell'attenzione
Pubblicato il 23.11.2022 09:25
di Angelo Lungo
Entrambi sono ultratrentenni, hanno segnato oltre settecento gol a testa e non intendono fermarsi. Il loro avversario maggiore è il tempo, l'età che scorre ineluttabilmente. Sono dei fuoriclasse conclamati. Formidabili atleti, che curano il loro corpo in maniera maniacale. Sono perennemente al centro dell'attenzione. Un'immagine che vale. Hanno stipendi da capogiro e sono concupiti dagli sponsor. E tuttavia sono discussi e suscitano polemiche.
Sono Messi e Ronaldo.
Il debutto della Pulce al Mondiale è stato un disastro. Argentina clamorosamente battuta dall'Arabia. Il racconto è stato unanime: non ha perso la Nazionale, è stata la sconfitta di Messi. Via all'ennesimo processo e condanna immediata: è un campione assoluto, ma non è un leader, il condottiero che si pone in testa e conduce il plotone. La debolezza sarebbe caratteriale. Il talento è immenso, ma incide se tutto procede nella direzione auspicata. Nelle difficoltà scompare. Non sarebbe un trascinatore, colui in grado di andare avanti tutta. Lo penalizza il paragone con il più grande di tutti: Diego Armando Maradona, capace di essere uno straordinario capopopolo, un carismatico riconosciuto e legittimato.
Si consoli Messi: l'Argentina di Maradona, nel Mondiale italiano del 1990, fu sconfitta al debutto ma riuscì a raggiungere la finale.
Ronaldo è senza squadra. È di queste ore la notizia che ha rescisso il contratto con il Manchester. È libero di cercarsi un'altra squadra. Il ritorno in Inghilterra non ha funzionato. Ora è concentrato sulla sua Nazionale, poi si troverà una nuova sistemazione. Non rinuncerà a uno stipendio che si sente di meritare. E andrà dove vuole essere “venerato”. Si considera ancora decisivo. Lui gioca per battere record e rimanere indelebilmente nella storia. Va dove lo porta il suo ego. Il portoghese è considerato un caratteriale e non teme di osare. Non ha paura di fare l'andatura. Si mette davanti e tocca agli altri seguirlo.
Perché il profluvio di parole su Messi e Ronaldo?
Semplice: dietro di loro poco o niente si intravede. Sulla loro grandezza si può discettare, sul loro modo di essere personaggi si può disquisire, ma la sensazione è quella che di grandi giocatori in giro non ce ne siano molti, purtroppo.