CALCIO
Questo ‘matrimonio’ (non) s’ha da fare
Già 15 anni fa il popolare Nene Zurmühle aveva ‘bocciato’ la costruzione del nuovo stadio ACB
Pubblicato il 28.11.2023 09:57
di Enrico Lafranchi
Anche domenica si è vista poca gente allo stadio. Forse la partita non era di cartello, forse faceva freddo (in effetti…). Figuriamoci all’ombra dei pioppi dove a tenere su il morale alle poche decine di spettatori infreddoliti c’erano, per fortuna, i Boys (ringraziati per la loro ‘tambureggiante’ presenza da Paolo Righetti durante la pausa). Soffiava vento, l’aria al termine della partita gagliardamente giocata (e vinta), era gelida. E se avesse piovuto? Sarebbe stato ancora peggio, probabilmente lo speaker avrebbe invitato quei ‘poveretti’ a prendere posto in tribuna (di posti liberi ce n’erano in abbondanza).
Si è dunque riproposto per l’ennesima volta il problema di uno stadio obsoleto (soprattutto per il pubblico) che non risponde più alle esigenze odierne. Con le modifiche apportate alla pista dell’atletica la visibilità si è notevolmente ridotta. Un’azione la si segue così così agli angoli delle bandierine (dalla tribuna le due sul lato degli spalti e viceversa), è un rompicapo distinguere i giocatori in azione (anche per chi è in ‘tribuna stampa’: “Chi ha colpito il palo, di chi era il cross, c’era il rigore?”). Eppure gli attori in campo sono tutti ‘numerati’, ai tempi le maglie non portavano neanche il numero (d’accordo, i giocatori erano gli stessi che giocavano da anni, se mai da un campionato all’altro di nuovi ce n’erano un paio o tre). Lo stadio, appunto. In tanti anni non si è nemmeno arrivati a mettere un tetto in lamiera nel settore spalti, quando piove se qualcuno apre l’ombrello chi è dietro non ci vede più.
Chi sostiene che una partita la si vede meglio alla televisione non ha tutti i torti. In tribuna nelle belle giornate le prime file sono sempre vuote perché c’è il problema del sole negli occhi. C’è poi da chiedersi che cosa vivono della partita i ragazzi della ‘curva ospite’, il biglietto lo pagano pure loro. Insomma, una serie di lacune, di manchevolezze, chiamatele come volete. Siamo nel 2023, l’ACB sta per festeggiare i 120 anni di vita!
Domenica alla partita abbiamo sentito pareri discordanti. Ma la cosa più importante è che il tema dello ‘stadio nuovo’ – che è balzato in cronaca cittadina per merito di Brenno Martignoni alla serata del Club dei 100 (che, detto per inciso, organizza di nuovo “Il Natale granata” – domenica 10 dicembre dopo Bellinzona-Xamax, iscrizioni non oltre l’8 dicembre ai numeri 079 832.32.22/079 244.10.14) – sia molto sentito, e non solo tra la tifoseria (ne ha parlato in tutta chiarezza anche il sindaco della città Mario Branda). Un tema, è bene ricordarlo, che aveva sollevato discussioni già ai tempi di Gabriele Giulini. Dalle colonne de ‘La RegioneTicino’, parliamo di 15 anni fa, si erano levate voci di dissenso. Tra queste quella di Nene Zurmühle che lo stadio nuovo lo aveva esplicitamente bocciato dicendo di “essere scettico e piuttosto sfavorevole perché di monumenti calcistici traballanti, in coma finanziaria, in Svizzera ce ne sono già abbastanza”. A chi lo aveva intervistato, il collega Mauro Antonini, attuale capo della redazione sportiva de ‘Il Mattino della Domenica, aveva spiegato di essere contrario perché non gli garbava di vedere costruire, poco importa se a Castione o a Carasso, una struttura destinata al calcio d’élite sottolineando, da presidente dell’US Pro Daro, che “uno stadio deve servire alla causa di tutti, quindi della nostra gioventù e non solo al così detto calcio d’élite”.
Per la verità Zurmühle era andato giù forte: “Una struttura che esclude i giovani deve essere bocciata subito!”. Aveva anche preso al balzo la ‘palla’ della squadra di quegli anni: “Oltretutto in questo Bellinzona sono pochissimi i ticinesi della rosa. Chiedo che mi si faccia un elenco di quanti elementi nostrani potrebbero sfruttare un eventuale nuovo impianto…”. E oggi?
Contrariato ma anche… positivista il caro Nene che ci ha lasciati tre anni fa: “Per il futuro della nostra bella città e dei suoi giovani si faccia in modo di sistemare l’attuale Comunale che non è poi così male”. Già, lo stadio è stato sistemato bene, anzi benissimo per quanto riguarda l’atletica, ma non per il calcio. Non è bello continuare a costringere metà del pubblico a seguire la partita della squadra del cuore sotto le intemperie (freddo, pioggia, vento, magari anche grandine, è successo recentemente, e neve). Insomma, sono davvero convinti i bellinzonesi che questo ‘matrimonio’, Città-ACB, (non) s’ha da fare?
(Foto Keystone/Gianinazzi)