SPORT E MOTORI
L’elvetica de Silvestro al via dell’”Indianapolis 500”!
Per la sesta volta in carriera è riuscita a qualificarsi
Pubblicato il 25.05.2021 06:45
by Giorgio Keller
Brava «Simi», ce l’hai fatta. La 32enne elvetica Simona de Silvestro è riuscita a qualificarsi per la 500 Miglia di Indianapolis che si svolgerà domenica prossima alle 18.45 ora svizzera. Sarà che Indianapolis e la de Silvestro potranno essere meno conosciuti alle nostre latitudini rispetto a Monza, rispettivamente Clay Regazzoni, ma qualificarsi per l’”Indy 500”… scusate se è poco.
Per la lady driver svizzera si tratterà della sesta partecipazione alla gara automobilistica e a uno degli appuntamenti sportivi che attira il massimo numero di spettatori al mondo attorno al percorso di gara; in condizioni “normali” sono 350 mila i presenti sulle tribune del catino di “Indy”, quest’anno per i noti problemi saranno solamente un terzo.
L’appuntamento di Indianapolis torna tradizionalmente ogni ultima domenica di maggio e stavolta per la 105. volta. De Silvestro è l’unica donna in gara, facendo capo però a un team (quasi) interamente femminile, dalla proprietaria Beth Paretta fin giù alla crew dei box, progetto voluto dalla Paretta medesima col sostegno della scuderia Penske che da decenni è il non plus ultra, cioè il meglio delle corse negli Stati Uniti.
L’approccio della de Silvestro alla gara non è stato facile per nulla dovendo passare dalle qualifiche; una media oraria sul giro di 360 chilometri orari non le è bastata per il colpo nei primi 30 al tentativo iniziale; è dovuta transitare dagli “esami di riparazione” e lì, a 366,93 di media, terza di cinque, è riuscita a piazzare la sua Dallara-Chevrolet DW12 sulla 33. e ultima casella dello schieramento di partenza.
A tutt’oggi sono circa una decina le donne che hanno corso a Indianapolis, la migliore delle quali fu Danica Patrick, terza nel 2009. Il miglior risultato della de Silvestro è stato il 14. posto nel 2010, un anno dopo invece è incorsa in un brutto incidente durante le prove, capotandosi, fermandosi dopo essere scivolata ruote all’aria e procurandosi qualche bruciatura alle mani. Le sue cinque partecipazioni tra il 2010 e ’15 le hanno comunque procurato 1,4 milioni di dollari di price money.
Oltre alla simpatica e poliglotta Simona, nata a Thun BE, cresciuta a Nyon VD e residente a Küsnacht ZH, ci sono stati altri aspetti elvetici legati a Indianapolis. Gaston Chevrolet, francosvizzero di La Chaux-de-Fonds, vinse nel 1920, suo fratello Louis si piazzò settimo nel ’19. Louis Chevrolet fu il fondatore della marca d’automobili Chevrolet i cui motori equipaggiano ancor oggi un gran numero di macchine, elaborati dalla Ilmor del grigionese Mario Illien.
E anche dei ticinesi andarono a cercar fortuna in America. Clay Regazzoni vi partecipò nel 1977, autore di uno spettacolare incidente durate le prove e costretto al ritiro in gara. Espatriato tedesco residente a Castagnola e considerato il miglior pilota tra le due guerre, Rudolf Caracciola fu vittima di un bruttissimo incidente durante le prove del ’46 quando un uccello gli infranse gli occhiali e lo costrinse a una rovinosa uscita di pista – che fu anche lo sfortunato epilogo della carriera. Negli anni ’60 la vedova Caracciola volle far dono delle coppe del marito alla Città di Lugano, la quale declinò: oggi la grande collezione di trova al museo del circuito di… Indianapolis.
Concludendo con la filosofia e il discorso della – comunque preparatissima – squadra femminile della Paretta, a Simona de Silvestro è stato chiesto che differenza facesse avere delle donne anziché degli uomini ai pit stop: “Non fa nessuna differenza. Basta che siano veloci”. Come lei: veloce.