LA SCIMITARRA
Il caso Berna e la decadenza dell'Imperatore. E Lombardi...
Bernesi ultimi mentre Adriano continua l'opera di autodistruzione
Pubblicato il 03.01.2021 13:44
by Mauro Antonini
LA SCIMITARRA
 
Anche i ricchi piangono
I più vecchi ricordano con malcelata nostalgia la telenovela probabilmente più famosa al mondo “Anche i ricchi piangono”, che fu mandata in onda sulle reti italiane sul finire degli Anni Settanta. Di produzione messicana, oggi va di moda a  Berna, nell’ormai ex capitale dell’hockey…Scherzi a parte: la sconfitta con il Langnau nel derby di venerdì e il cappotto incassato ieri sera a Losanna (1-7) hanno fatto precipitare gli orsi “millionarios” in ultima posizione. Non bastasse la clamorosa mancata qualificazione ai playoff della scorsa stagione, ora il Berna guarda tutti dal basso in alto. Che tristezza. Non accadeva dal mese di dicembre del 1986! In queste ore drammatiche (sportivamente parlando) si è scatenata la caccia al capro espiatorio. Giocatori, dirigenti e allenatori (cambiati ben 4 in un anno: Jalonen, Kossmann, Nachbaur e Kogler!) sono sulla graticola, i 16 punti racimolati in 18 partite gridano vendetta. E intanto sulla direttrice sportiva Florence Schelling si staglia l’ombra di Chris Mc Sorley, a cui il capataz Marc Lüthi avrebbe sottoposto un’offerta per rilanciare gli ultimi campioni svizzeri .
 
L’indelicatezza di Filippo Lombardi
Da un certo punto di vista il virus per noi è arrivato al momento giusto, in quanto ci ha dato una piccola tregua durante la costruzione dello stadio”. Il presidente dell’Ambrì Piotta Filippo Lombardi questa volta è andato “lungo”. Nell’intervista rilasciata al nostro sito settimana scorsa ha denotato un’inattesa mancanza di sensibilità: a fronte delle tante vittime provocate dal Covid 19 in Svizzera e in tutto il mondo, come si fa a dire “il virus è arrivato al momento giusto”? Una pestilenza, una calamità naturale, il male tanto per capirci, non dovrebbe mai arrivare, caro Filippo. Il benessere comune va ben oltre agli interessi di bottega.
 
Adriano, la decadenza di un imperatore
L’ex calciatore Adriano non cambia mai. Dopo le note traversie sul piano personale (è sospettato  di connivenza con il banditismo carioca) e su quello sportivo, ormai è snobbato anche dai piccoli club brasiliani per la sua totale inaffidabilità, l’ex Imperatore continua imperterrito nella sua opera di auto-distruzione. Durante le feste natalizie ne ha infatti combinata una delle sue: incurante delle regole anti-virus, si è dato alla pazza gioia in una delle discoteche (ma sono ancora aperte?) di Rio de Janeiro. Affiancato dai soliti “compagni di merende” e da inquietanti guardie del corpo, ha ballato tutta la notte nel bel mezzo di almeno 500 persone. Neymar ha trovato un degno emulo. Messo sotto pressione dai mass media Adriano ha però fatto spallucce. “Faccio quello che voglio” ha risposto. Intanto è scattata una inchiesta della polizia. Scommettiamo che finirà a tarallucci e vino?
Christian Gross, esordio flop
Bruttissimo esordio per Christian Gross sulla panchina del derelitto Schalke 04. Ieri la squadra di Gelsenkirchen ne ha prese tre dall’Hertha Berlino e sembra destinata a finire nel torneo cadetto tedesco. Otto anni dopo le esperienze calcistiche non propriamente esaltanti in Arabia Saudita e in Egitto, l’ex tecnico di tante vittorie di Grasshopper e Basilea nulla ha potuto per frenare il trend negativo della sua nuova squadra. Forse avrebbe fatto meglio a restarsene in…pensione. Per lui questa  è una missione quasi impossibile. Intanto lo Schalke è sempre più ultimo (e sempre senza vittorie).