CALCIO
L'Europeo dei rigori: non si può fare nient'altro?
Tante (troppe) partite decise dagli undici metri: esiste un'altra soluzione?
Pubblicato il 12.07.2021 08:27
by L.S.
Saranno pure emozionanti, certo, ma sovente lasciano un gusto di incompiuto.
Si vince, sì, ma “soltanto” ai rigori.
In quest’Europeo è toccato alla Svizzera, alla Spagna e due volte all’Italia.
Ci si ricorda ancora a distanza di 27 anni dell’errore di Roberto Baggio nella finale contro il Brasile. Quasi più di tutte le sue prodezze sul campo. E sono state tante. Proprio in quel Mondiale americano.
I rigori non sono una lotteria, è giusto dirlo, perché entrano in gioco tanti fattori: l’emozione, la stanchezza, la tattica e l’abilità.
Alla fine, dunque, vince chi ha fatto meglio. Chi è stato più bravo in quel gesto tecnico. Niente da dire.
Eppure vincere ai rigori non è come vincere dopo i 90 minuti o dopo i supplementari. È una vittoria solo a metà.
Non è il caso dell’Italia di questi giorni che ha meritato il titolo, sia chiaro.
Anzi. E se gli azzurri avessero perso? Se avesse vinto l’Inghilterra? Cosa avremmo detto?
Avremmo parlato di Italia sfortunata, di ingiustizia calcistica o chissà cosa.
La Uefa ci aveva già provato anni fa a evitare questo epilogo, inventando quel golden gol che si sperava potesse diventare un incentivo a vincere durante i 120 minuti. È durato poco.
Si è pensato anche ai rigori in movimento: idea subito bocciata.
Così si è tornati ai tiri dagli undici metri, perché forse non ci sono altre soluzioni.
Anche se ci si rende conto che spesso i supplementari sono un orpello quasi fastidioso, tedioso, dove le squadre preferiscono non farsi del male. Ci provano sì, ma mai fino in fondo.
E allora cosa si potrebbe fare per evitare un epilogo che spesso appare scontato molto prima della fine della partita?
Finora nessuno ha trovato una soluzione veramente applicabile e che metta tutti d’accordo.
L’ideale sarebbe lasciar giocare finché qualcuno segni. Come fanno in tanti altri sport, dove si va avanti ad oltranza. Nel basket non si tirano i liberi per designare il vincitore, nell’hockey hanno aumentato gli overtime proprio per cercare di evitare questo epilogo. Sport diversi, con altre dinamiche, senza dubbio.
Al di là di ogni considerazione, i rigori restano un momento emozionante e forse non lo si vuole togliere proprio per questo. Perché televisivamente parlando sono coinvolgenti. In questo europeo abbiamo assistito anche a un’immagine diversa con una telecamera dall’alto, per spettacolizzare ancora di più il momento. Quale sarà il prossimo passo?
Intanto si è capito una cosa: allenarli non serve (quasi) a niente.
Dei rigori sono contenti soltanto i portieri. Gli altri, dai Baggio ai Messi, hanno tutto da perdere.
E forse questo non è proprio bellissimo.